Chi di voi ha visitato queste pagine dall’ultimo post pubblicato, avrà visto che l’unica attività che ha avuto questo blog negli ultimi mesi è stata più che altro un compulsivo cambio continuo di template, e sono tutt’ora a caccia di uno che mi aggradi del tutto (questo qua che ho messo ora mi garba abbastanza, a parte il colore shocking di dove c’è scritta la data). Comunque, siccome mi sono stufato di vedere sempre le facce di Christopher Lambert e Sean Connery ogni volta che torno qui sul blog, eccomi qui di nuovo, per recensire qualche recente lettura fumettistica…

Questo è il primo numero di una serie di albi a fumetti con protagonista Braccio di Ferro, interamente disegnati dal primo successore di Elzie Segar ovvero Bud Sagendorf, che ha portato avanti il personaggio praticamente durante quasi tutta la seconda metà del novecento, almeno negli Stati Uniti. Inutile dire che, nonostante il suo stile differisca per certi aspetti da quello del creatore di Popeye (sia come disegno che come contenuti delle storie), Sagendorf ha saputo portare avanti il personaggio in modo eccellente, senza rischiare di diventare un clone di Segar e a distanza di anni direi che anzi ne è stato il suo più bravo continuatore.
Questo fumetto l’ho trovato qui, dove c’è la collezione completa della serie per chiunque se la voglia leggere (e nel caso non usate la scusa che è in inglese, dato che poi magari chiacchierando con la gente dite cose del tipo “sì l’inglese l’ho studiato a scuola ma ormai non me lo ricordo più perché non ho mai occasione di praticarlo”… ecco, ora ce l’avete). Qui trovate un’esauriente riepilogo dell’intera serie a fumetti, ma ora procediamo col primo numero…
Si inizia con una storiella autoconclusiva a pagina intera; ce n’è una (a volte due) in apertura e in chiusura a ogni albo, per lo più a base di esagerazioni con protagonsita Pisellino.
Shame on You!, or, Gentlemen Do Not Fight!, or, You’re a Ruffian Sir! – In questa storia un losco uomo d’affari mette in atto un piano per indurre Braccio di Ferro a combattere durante un incontro a pagamento. Per far ciò nomina Olivia presidentessa di un fantomatico club anti-violenza, così da indurla a convincere Braccio di Ferro a non mollare più sganassoni nemmeno quando ce n’è bisogno; in tal modo tutti credono che Braccio di Ferro sia diventato un codardo, specialmente dopo che rifiuterà di combattere contro un tirapiedi del suddetto uomo d’affari. L’attesa per questo incontro va alle stelle, e l’uomo d’affari spera che Braccio di Ferro arrivi al punto di accettare di combattere già solo per orgoglio ferito; ma Braccio e Olivia scoprono l’imbroglio e così l’incontro avverrà spontaneamente per strada, dove Braccio si mette a menare il tirapiedi… e all’uomo d’affari non resterà che rimborsare le prevendite per il combattimento ora divenuto gratuito. Morale della favola: se a Olivia fanno uno sgarbo a Braccio di Ferro è permesso comportarsi tutt’altro che da gentlemen, anche se fino a due minuti prima lei avrebbe preferito che lui le prendesse.
Map Back!, or, Back Map! – Due manigoldi nascondono sulla schiena di un bambino (alla fine dell’albo si saprà come) la mappa che dice dove sono nascosti i gioielli della corona di Spinachovia. Peccato che quel bambino è Pisellino, così dovranno sudare sette camicie per provare a rapirlo diverse volte, senza riuscirci e anzi prendendole in continuazione sia da Pisellino che da Braccio di Ferro, che li costringeranno a svelare il segreto della mappa. Il personaggio del funzionario dei servizi segreti spinachoviani che viaggia facendosi mandare in giro per posta dentro una cassa ha delle rimembranze segariane, mentre Pisellino che dà in escandescenze non l’avevo mai visto (ma a quanto pare è una presenza costante nei fumetti di questo periodo).
Spinach revolt – Trinchetto si è rotto di mangiare sempre e solo spinaci, dato che Braccio di Ferro non gli prepara nient’altro da mangiare. Così prima nasconde gli spinaci al figlio (il quale lo porta fuori a cena… a mangiare spinaci) e poi va di nascosto a rimpinzarsi di dolci; ma quando torna a casa col mal di pancia non impara la lezione, e paga il figlioletto della vicina di casa per rifornirlo di nascosto di schifezze culinarie (a spese di Braccio). Alla fine Braccio di Ferro scopre tutto e cerca di convicere il padre che se non mangia spinaci non sarà più forte come prima; per far vedere al figlio che ciò non è vero Trinchetto esce con l’intenzione di prendere a pugni il primo che passa per strada (fatalità il figlioletto della vicina)… ma torna alquanto malmenato chiedendo spinaci per cena. Esilarante la parte in cui Braccio di Ferro, chiedendosi se gli spinaci facciano male oppure no viste le condizioni del padre, paga Poldo per testare ciò mollandogli uno sganassone che lo manda lontano 62 passi.
In conclusione, devo dire che io che non avevo mai letto tanto i fumetti americani di Braccio di Ferro (a parte un po’ di Segar, o le storielle minime sui giornalini italiani di Bianconi) sto apprezzando moltissimo queste storie. Lo stile grafico di Sagendorf mi piace, e nelle avventure raccontate c’è la quintessenza di un po’ tutto il Braccio di Ferro che conosciamo, dai cartoni ai fumetti nostrani, con tanta ironia a base di sganassoni che oramai al giorno d’oggi ce la sognamo di vederla ancora in un fumetto per ragazzi.






Che bel post!!!
Grazie infinite per il bel commento
Speriamo ci siano altre occasioni di vederci
CIAO!!!
ciao, grazie di essere passato da ste parti!
senz’altro, devo farmi autografare il tuo libro (e voglio anche una spilletta di Derrick)
a presto!
Quando ero piccola guardavo spesso Braccio di Ferro e compravo i fumetti in edicola, non comprendendo l’astio del mondo verso gli spinaci, che a me piacevano molto (e piacciono tuttora), per cui figurati che ricordi mi hai riportato alla mente con questo post…
Belle recensioni, non sapevo che Pisellino potesse sclerare (e sinceramente mi sembra un po’ ridicola come cosa, ora, va bene il marinaio con le braccia a birillo ma un neonato…) e per questo menare le mani. Che poi mi sono sempre chiesta, ma Pisellino chi è? Da dove proviene? Nei fumetti che hai letto svelano il decennale mistero?
Pisellino in sti fumetti americani è una belva, neanche nei fumetti italiani che erano per certi versi più ruspanti degli originali il figlio di Braccio di Ferro era così terribile
comunque le origini di Pisellino le trovi nel volume dei classici del fumetto di Repubblica dedicato a Braccio di Ferro (questo volume si trova “scannato” su internet), in una storia in cui Pisellino arriva per Posta a Braccio di Ferro, e poi a un certo punto appare pure la madre naturale di Pisellino che spiega il suo gesto (ma che poi sparisce nel nulla nei 70 anni successivi della serie)
Per posta… ahahahah!!!! Mi sa tanto di espediente a “ti ha portato la cicogna” o “ti ho trovato sotto un cavolo”….
Grazie per la risposta, anche dalla me stessa bambina.
Ah ah ! A tutto avrei pensato tranne che ti saresti appassionato ai fumetti di Braccio di Ferro !!! ;-p
Io mi sono fermato ai cartoni in tv, visto che fin da piccolo ho sempre preferito i cari supereroi in calzamaglia…!
davvero? a dir la verità Braccio di Ferro mi è sempre piaciuto, leggevo spesso i fumetti della Bianconi una decina d’anni fa e da poco li ho riscoperti… ma si vede che non ne ho mai fatto troppo sfoggio. diciamo che mi piace variare nelle mie letture