Era veramente tantissimo tempo che volevo vedere questo film, e finalmente l’ho visto. Per chi non sapesse di cosa si tratta, è un film western italiano girato un paio d’anni fa da alcuni coraggiosi videomaker capeggiati da Stefano Jacurti, che insieme a Emiliano Ferrera è anche il regista della pellicola. E si tratta di un prodotto molto particolare perché, nonostante non abbia alcun produttore cinematografico vero e proprio alle spalle se non la troupe stessa del film, ne è uscito un prodotto a dir poco notevole. Ma prima di iniziare a tesserne le lodi, vi presento un po’ la trama: in un inverno di fine ’800 una piccola spedizione scientifica si inerpica fra i monti dell’Oregon alla ricerca di reperti archeologici; alcune guide accompagnano lo studioso che ha voluto l’impresa, il quale si è portato dietro anche la problematica cugina a cui è morbosamente attaccato. Ben presto però, nel solitario inferno bianco di neve in cui il gruppetto si è cacciato, inizieranno i problemi fra i vari personaggi, e l’incontro con un mandriano e un mormone fanatico (oltre che con una doppiamente sfortunata vedova francofona) complicheranno l’intreccio, per non parlare di uno spirito maligno che infesta il punto d’arrivo della spedizione.
Siamo di fronte quindi a un film che, nel riprendere un non facile genere cinematografico come il western (dico non facile per vari motivi, fra cui anche la facilità con cui a volte si rischia di cadere negli stereotipi di questo genere, che oramai non è più molto popolare), riesce a crearsi una sua originalità: il virare della storia verso delle tinte horror ha il suo fascino, e ciò è reso ancor meglio da una molto azzeccata e che ha buona parte del merito della riuscita del film, ovvero un bianco e nero che risalta ancor più la desolazione del bianco invernale che fa da sfondo alla vicenda, e che concorre non poco ad alimentare l’inquietudine della vicenda (come in Dead man del 1995, con Johnny Depp). Per quanto riguarda il resto, il film è realizzato magistralmente, con una ricostruzione storica di costumi, armi, situazioni molto verosimili e soprattutto molto western; anche la regia è ottima, e gli attori se la cavano benissimo. E devo dire che raramente si ha la sensazione di essere di fronte a una produzione molto indipendente, tanto più considerando che sono messi in commercio molti film nel circuito cinematografico ufficiale – dvd o addirittura sala cinematografica – che sono di gran lunga inferiori a questo (non faccio nomi ma se sbirciate in alcune mie vecchie recensioni capirete di cosa sto parlando).
Perciò mi sento di dire che il film è perfetto così, un raro e isolato esempio di come si possa realizzare cinematograficamente qualcosa di veramente ottimo e originale senza avere qualcuno alle spalle; e anzi, vorrei proprio vedere se chiunque, fra i produttori italiani, avrebbe rischiato i suoi soldi per produrre qualcosa di così coraggioso, e in tale situazione direi che la scelta di far tutto da sé (per quanto sia del tutto facile, s’intende) è ancor più azzeccata.

