
Quella che dovrebbe essere la vera locandina del film. Dal sito malvestite.net
Ebbene sì, finalmente sono riuscito a vedere questo film! Ero veramente curioso, dato che i presupposti per vedere qualcosa di repellente c’erano tutti, a cominciare dal fatto – ovviamente – che si tratta del film della Lega Nord, fortemente voluto dallo stesso Bossi che era letteralmente disposto a fare carte false affiché questa pellicola venisse realizzata. Ora non voglio dilungarmi parlando delle cose note riguardanti sto film (che è stato coprodotto dalla Rai, che il regista è un collezionista di brutture e flop cinematografici ecc. ecc.), sulle quali potete documentarvi in altri siti ben informati (in ogni caso rimando anche ai P.S. in fondo), quindi procediamo direttamente con l’analizzare da dentro questo immondo spreco di denaro pubblico: tanto per dare un’idea generale di quello che mi sono ritrovato a guardare, descriverei il film come un immenso pastrugno in cui sono finiti dentro Il signore degli anelli, Braveheart, Robin hood con Kevin Kostner e una rievocazione storica della Pro Loco. Soprattutto Robin Hood, dato che i personaggi principali ci sono tutti: il dominatore usurpatore e cattivo (un Rutger Hauer con una barba così rossa che sembra dipinta col colore a tempera rosso vermiglio), un pseudo-sceriffo di Nottingham prepotente e viscido (un F. Murray Abraham che a quanto pare continua ad avere gravi problemi economici), un eroico ribelle che non può sopportare tutto questo (un Raz Degan conciato come l’Aragorn de noaltri); l’unica differenza è che il nostro non è innamorato di Lady Marian ma di un’amica d’infanzia che ha delle premonizioni perché da piccola è stata colpita da un fulmine (eh?), e che il nostro eroe padano sposerà con una sorta di rito celtico (esatto, proprio come Calderoli). A tal proposito, va detto che giusto per togliere del tutto la credibilità di quel che si vede, oltre agli effetti speciali del tipo il castello digitale fatto con una grafica stile quella dela prima Playstation o le scene di massa che impallidiscono di fronte a quelle dei fantasy della Asylum, contribuiscono tutta una serie di pseudomisticismi tipo il ritrovamento delle reliquie dei re magi sotto il poligonalissimo castello, gli anelli del potere forgiati dallo stesso Alberto da Giussano, apparizioni sovrannaturali tipo spade che lanciano fiamme e così via.
Insomma, ci sono tutta una serie di elementi che in confronto il fantasy di Uwe Boll sembra Il ritorno del re. Questo perché ovviamente le pretese sono troppe, sotto ogni punto di vista più o meno cinematografico, e ovviamente non se ne parla nemmeno di provare il benché minimo coinvolgimento emotivo nei confronti di quel che si vede. Poi, tornando ai dettagli, non so come si faccia a fare qualcosa di così politicamente retorico e convinto buttando nel film frequenti e compiaciuti effettacci splatter come mutilazioni, smembramenti e fontanelle di sangue rossiccio; anche se una cosa del genere non è poi tanto peggiore di una trama fatta di eventi che si sussegono troppo spesso senza tanta soluzione di continuità e a volte senza proprio motivo, se non proprio per esigenze narrative da due soldi (vedi la scena delle torri mobili con legati sopra dei martiri milanesi). Insomma, siamo di fronte a uno di quei film di cui non si riesce a capire cosa è peggio fra tutti gli elementi di cui è composta la pellicola.
Per concludere, devo dire che sono stato un po’ indeciso su una cosa, ovvero se in questo film c’è abbastanza roba da considerarlo una notevolissima trashata oppure se farlo rientrare nel solito limbo delle fiction per il grande schermo prodotte da Rai o Merdaset che oramai da troppi anni ci propina il cinema italiano; alla fin fine, però, penso che effettivamente siamo di fronte a qualcosa di fuori dall’ordinario rispetto a quel che si vede di solito, quindi non perdetevelo se volete una buona dose di grasse risate con un pizzico di autopunizione cinematografica come si deve.
P.S.1: per chi non lo sapesse, questo film ad alto tasso leghista è stato girato in Romania, e su ciò qualcuno si può chiedere perché ciò sia accaduto dato che la Lega non spreca un’occasione per prendersela, fra gli altri, anche con i romeni; ma d’altra parte una contraddizione come questa è perfettamente coerente con il comportamento della Lega, dato che stiamo pur sempre parlando di un partito che ha avuto successo perché si è schierato contro il nepotismo, la mafia, le tasse di Roma ladrona, ma poi vediamo quotidianamente i rappresentanti di tale partito praticare alla grande il suddetto nepotismo, andare a braccetto coi suddetto mafiosi e fare i mantenuti oramai da un paio di decenni sulle suddette tasse di Roma ladrona…
P.S.2: se cercate qualche messaggio o insegnamento profondo in questo film, a parte l’ovvio “padroni a casa nostra” ecco quello che ho imparato io: le suore non sono delle acide bacchettone come tutti pensiamo, ma anzi hanno delle grandi qualità fra cui quella di fare delle profezie.

