Ebbene sì, ancora qua a parlare di Star Trek. Lo so che sono in ritardo di un anno sull’uscita del filmazzone di J.J. Abrams e che passato il momento adesso non gliene frega più a nessuno di Star Trek, almeno fino al prossimo film, ma che ci volete fare, mi ci son riappassionato adesso per cui ve la beccate adesso sta riempitona, dato che voglio parlare di un paio di cose a tal proposito.
Come dicevo nella recensione scritta qualche mese fa, pur non essendo proprio la peggiore uscita cinematografica degli ultimi anni il recente film è pur sempre una bella cazzatona hollywoodiana con tante assurdità (nella suddetta recensione, per esempio, ci si chiedeva come faceva un modesto minatore romulano a venirsene fuori con un’astronave che manco la Morte Nera di Dart Fener era così enorme e potente e così via). A venirci in aiuto c’è un albo a fumetti intitolato Star Trek: Countdown, che con l’intento di fare da ponte fra l’ultimo film del vecchio franchise Star Trek – La nemesi e il nuovo reboot dà un senso a un sacco di cose che nel film erano solo accennate e (in maniera anche alquanto malandata, aggiungerei). Il fumetto invece, scritto da Roberto Orci e Alex Kurtzman (gli autori stessi, con Abrams, di Star Trek XI), funziona molto bene a mio giudizio, e anzi completa quasi alla pefezione il buco che c’era fra il “vecchio” e nuovo Star Trek, facendo addirittura respirare al lettore l’atmosfera trekkie molto meglio di quanto non faccia il film. Di certo dal punto di vista strettamente fumettistico non siamo di fronte a qualcosa di memorabile, e con la scusa di riprendere il cast di The next generation in qualche momento gli autori sembrano esagerare col far spuntare da ogni dove personaggi del vecchio franchise; ma le citazioni di tutto l’universo di Star Trek sono molte, piacevoli e ben azzeccate, e dimostrano un amore autentico degli autori del fumetto nei confronti di tutta la serie, realizzando un prodotto che fa bene il suo lavoro – meglio del film a cui fa da prequel – e che anzi meriterebbe a tutto diritto di entrare nel canone ufficiale di Star Trek.
Detto questo, volevo spendere due parole per quanto riguarda il mio punto di vista su questo noto franchise di fantascienza: come dicevo in passato mi ci ero appassionato circa una decina d’anni fa, quando la Rai trasmetteva la serie Star Trek Voyager; devo dire che quello era un periodo, immagino, molto buono per Star Trek, dato che nella seconda metà degli anni novanta erano in onda persino con due serie televisive in contemporanea sulla serie, Voyager e Deep Space Nine, ogni paio di anni usciva un nuovo film (col cast di The next generation e uno dei quali, Primo contatto, veramente molto buono, premiato anche dal grande pubblico), i videogiochi su Star Trek fioccavano a dismisura – il mio preferito era Star Trek Voyager Elite Force – e ricordo la biblioteca Giunti di Asiago piena dei romanzi ispirati alla serie e pubblicati all’epoca da Fanucci. Poi mi sono perso dietro ad altre cose, ma ero
rimasto agli inizi della nuova serie Enterprise, che a quanto pare a chiuso in anticipo per i bassi ascolti, e il penultimo film La nemesi che ha fatto il più basso incasso di tutti i tempi per quanto riguarda un film di Star Trek, portando addirittura l’intero franchise, dopo qualche anno di limbo, a essere rebootato. La qual cosa, dal mio punto di vista, è tutt’altro che positiva. Vuol dire che Star Trek così com’era aveva veramente iniziato a diventare, per il grande pubblico, anche più noioso del solito: nonostante sia un appassionato riconosco che non sia esattamente la serie più spassosa che ci sia, col suo rigore scientifico e cose così, ma devo dire che me lo son sempre goduto abbastanza, certi film come Rotta verso la terra o il suddetto Primo contatto erano veramente qualcosa di ottimo e godibile. Ma avendo visto di recente, da quando m’è tornata la fissa, alcuni episodi di Enterprise e La nemesi devo dire che è vero, la cosa era destinata a scemare. Per quanto riguarda il primo, l’idea di un telefilm-prequel non era male, anzi dal punto di vista visivo mi piace molto questo look post-NASA/pre-Federazione, ma poi alla fine il telefilm si è risolto in una sorta di ennesima e stanca riproposizione del solito canovaccio, a cui rimane fin troppo fedele riproponendo in modo poco originale situazioni già viste e riviste nelle vecchie serie , finendo col risultare interessante praticamente solo in alcuni episodi che contengono citazioni o riferimenti particolarmente azzeccati, come l’episodio In uno specchio oscuro; insomma, non basta mettere come musica della sigla una canzone pop per rendere la cosa più moderna (tra l’altro per poi fare una cazzata come omettere dalla sigla, che ripercorre la corsa allo spazio, tutto ciò che non è americano). Per quanto riguarda le nuove razze (ma che fate un prequel e introducete elementi nuovi mai visti nel “futuro” della serie? Mah) e così via, il mio interesse è stato pari a zero, per cui forse l’intenzione iniziale non era malvagia ma era molto impegnativa, e purtroppo non è stata sviluppata a dovere. Per quanto riguarda il film, invece, l’idea del clone del capitano Picard e della “popolazione di serie B” dei romulani poteva essere interessante, ma devo dire che il cast di The next generation forse aveva già esaurito il suo appeal anche al di fuori del nocciolo duro dei fan della serie già ai tempi del poco entisuasmante e precedente film L’insurrezione, tanto che la morte di Data in La nemesi è stata accolta da un abbastanza disinteressato “e chi se ne frega” da parte di quello stesso grande pubblico che negli anni ottanta s’era invece così inalberato per la morte di Spock da pretendere un nuovo film apposta per riportarlo in vita.
Comunque, detto questo, mi fermo. Mi rendo conto di aver prodotto un bel pippone mentale e incomprensibile ai più, degno del peggior nerd appassionato della serie XD Concludo soltanto dicendo che, probabilmente, tutto ciò è stato anche una conseguenza del fatto che per l’appunto nel decennio precedente Star Trek era un fenomeno così ben inflazionato che forse era inevitabile, se non proprio biologico, che nel decennio successivo fosse destinato a un declino progressivo e tale da relegare nel passato tutto quello che Star Trek è stato fino a un certo momento, per essere riavviato (fortunatamente non con un remake, anche se non ci siamo molto lontani). Comunque non ci resta che restare a vedere quel che succede, da un certo punto di vista c’è da sperare che pur trattandosi di J.J. Abrams e compagnia bella il franchise potrebbe avere una sorte migliore di quella che ha avuto Guerre Stellari, da sempre il preferito fra i due fra il grande pubblico, per una serie di ovvi motivi, ma che il suo stesso creatore George Lucas con la nuova trilogia ha fatto cadere in disgrazia riducendolo a un fenomeno di pacchiana giocattoleria da merchandising. Non che servano a tanto altro i grossi franchise cinetelevisivi ultimamente
ma ogni tanto non mi dispiacerebbe verdere anche un bel film, oltre ai pupazzi snodabili dei suoi protagonisti nei negozi.

Spaceballs, il lanciafiamme - I bambini lo adorano
Per concludere, un ultimo annuncio giusto per tranquillizzarvi e rassicurarvi: con questo non ho altro da dire su qualcosa di universalmente riconosciuto come noioso come Star Trek
Uno dei prossimi post potrebbe anzi essere su una più recente e ben nota serie di fantascienza, ovvero Battlestar Galactica, che sta mettendo abbastanza a dura prova il mio giudizio per motivi di cui vi dirò. Inoltre, pensavo che ormai è ora che vi parli un po’ della città in cui vivo, Leeds, oggetto delle critiche di alcuni ma amata da alcuni altri, me compreso… restate sintonizzati.





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