Ultimamente ho visto un sacco di film, e devo dire che mi sono ritrovato a vederne una varietà abbastanza ampia, rispetto a pochi mesi fa in cui se mi concedevo qualcosa di diverso dal western all’italiana si trattava di un western americano (ma non preoccupatevi, presto tornerò anche a solcare le verdi praterie del west). Come da titolo, vi presento qui qualche veloce recensione di alcuni dei film che ho visto nelle ultime settimane, alcuni più o meno belli.
JONAH HEX – Premetto che non ho mai letto il fumetto da cui è tratto, ma senz’altro è più fumettone il film che il fumetto di partenza. Probabilmente se sto film lo avesse fatto qualche regista di trashume di serie B tipo Albert Pyun o qualcosa del genere sarebbe stato interessante, ma così proprio non ci siamo, e ci si ritrova a vedere l’ennesima carnevalata con sotto la solita trama che manco quella dei cinepanettoni è stata così tanto abusata e scontata, senza aggiungerci un benché minimo barlume di originalità. Megan Fox fa la bambola gonfiabile per cui se volevate vedere il film solo per lei allora fate prima con Google Immagini, mentre mi dispiace per Josh Brolin perché è uno che mi sta simpatico, e vederlo fare lo spaventapasseri col grugno mi è dispiaciuto… magari si è rifatto con il remake de Il grinta, appena lo vedo vi dico. Comunque, per quanto riguarda sta pellicola: visto il trailer visto il film, sconsigliato.
L’IGNOTO SPAZIO PROFONDO – Degli alieni provenienti da un pianeta sommerso e ghiacciato si stabiliscono sulla terra con l’intenzione di creare una colonia, ma senza molto successo; a un certo punto la Terra stessa diventa un posto invivibile tanto che l’umanità organizza una spedizione spaziale per trovare un altro posto nello spazio in cui vivere, arrivando proprio nel pianeta acquatico dei suddetti alieni; anche il loro tentativo però fallisce, e quando torneranno sulla terra troveranno una sorpresa inaspettata. Bene, immaginatevi tutto questo film fatto senza l’ausilio di alcun effetto speciale. Impossibile? A quanto pare no, dato che Werner Herzog ha ben pensato di raccontare tutta questa vicenda sottoforma di simil-documentario, con filmati di repertorio della Nasa o di documentari sottomarini, con qualche intervista a scienziati che spiegano teorie dei viaggi spaziali e l’intervista a un alieno, dalle fattezze umane, interpretato da Brad Durif, che come nome non dice niente ma è un volto noto come caratterista in svariate produzioni horror, fantasy e fantascientifiche (Il signore degli anelli, Star Trek, Dune). La cosa mi aveva incuriosito parecchio, ed effettivamente è un’esperienza cinematografica completamente fuori dal normale, direi quasi un’esperimento estremo che come ho letto in giro non è stato apprezzato da chi è assuefatto al gusto commerciale ma che piacerà sicuramente a chi si è rotto di Matrix o Avatar.
MOON – Film di fantascienza ben più recente, e più dentro gli schemi del precedente, ma comunque molto piacevole: la luna di un prossimo futuro è diventata un luogo adatto allo sfruttamento minerario da parte di compagnie private, e una di questa ha costruito una base gestita interamente da un dipendente con l’aiuto di un computer intelligente, tipo Hal, ad assisterlo; purtroppo qua non posso dir molto altro sul film senza spoilerare, dico solo che grazie a un incidente emergerà una verità abbastanza inquietante su come l’azienda gestisce la base, e succederanno alcune cose abbastanza inaspettate. So che non ho detto niente di comprensibile in tal modo, ma veramente, guardatelo, merita.
A FISTFUL OF FINGERS – Prima opera di Edgar Wright, già regista de L’alba dei morti dementi e Hot fuzz, e del recentissimo Scott Pilgrim vs. the world, si tratta di una parodia, dal gusto molto british e a basso costo, del western all’italiana. Il film si fa apprezzare perché è il tipico esempio di come il genio possa compensare pienamente la mancanza di mezzi, con un far west ricostruito nelle campagne del Somerset, per non parlare di alcune trovate come quella dei cavalli, “indossati” dagli attori che li cavalcano. Memorabile la scena del flashback con le “torture” subite dal protagonista durante la “guerra di secessione”, da sola questa scena vale la visione del film, peraltro difficilissimo da reperire (nel caso lo trovaste sono qui).
LE VACANZE DI MONSIEUR HULOT – Non avevo mai visto un film del francese Jacques Tati, e sono felice di aver colmato questa lacuna. Il suo è un personaggio quasi da film muto che si ritrova in un mondo moderno a cui è estraneo, alle prese con situazioni (in questo caso le vacanze al mare, negli anni in cui stavano diventando un fenomeno di massa) in cui finisce inevitabilmente con lo stravolgere tutto con effetti comici magari un po’ datati per lo spettatore moderno ma – almeno per me – non senza un certo fascino, se non altro perché ci si mette in mezzo pure qualche riflessione sociale. Della stessa serie ci sono anche altri tre film: Mon oncle, Playtime, Trafic, che vedrò al più presto.
ESCORIANDOLI – Come qualcuno avrà intuito vedendo i video che posto ultimamente su Facebook, mi son (ri)appassionato ad Antonio Rezza e ai suoi personaggi grotteschi, interpretati quasi sempre tutti da lui stesso grazie alla sua mimica assurda. Non potevo non vedere il suo primo film (fatto come sempre con l’immancabile partner artistica Flavia Mastrella), che è una pellicola a episodi, in cui diversi personaggi si susseguono: un parente australiano che si reca al funerale del fratello, un giovanotto che invecchia in modo strano, una clinica per riabilitare gente non massificata, un ragazzo alle prese con la sua malattia che gli impedisce di partecipare alle manifestazioni. Detta così non rende effettivamente per niente il surrealismo delle situazioni presentate, ma il film a mio giudizio è da guardare, nonostante (ma forse soprattutto) per il disappunto che può creare nello spettatore.
PARTO COL FOLLE (DUE DATE) – Sorpresi che sia andato a vedere un film come questo, vero?
Il regista è Todd Phillips, lo stesso di Road trip, ed effettivamente questo film non è molto diverso da quello, anche se stavolta non ci sono più dei ragazzini: i protagonisti sono due tipologie umane che più diverse non si può, ovvero un architetto infighettato (Robert Downey Jr.) e un mezzo scemo straccione (Zach Galifianakis), entrambi devono andare a Los Angeles, il primo per assistere al parto della moglie e il secondo per realizzare il suo sogno di entrare nel cast di Due uomini e mezzo. Dopo essere finiti entrambi sulla lista “no-fly” a causa di un litigio sull’aereo, iniziano insieme un viaggio on the road in cui ne accadono di tutti i colori, del tipo: quando pensi che di peggio non possa accadere, ecco che accade qualcosa che peggiora ulteriormente la situazione, con effetti esilaranti. La commedia è leggera sfociando spesso e volentieri anche nel pecoreccio, ma il tutto è ben bilanciato di modo da non finire mai nella cacchiata, per cui ho apprezzato; questo film è la dimostrazione che a Hollywood se vogliono riescono a fare anche dei modesti film di puro intrattenimento senza pretese che non siano proprio spazzatura.
Ah, ho visto anche PIRANHA 3D in 2D, ma penso che qualsiasi commento sia superfluo… vomitate in un secchio e poi guardateci dentro, l’effetto è quello.










